Studi e approfondimenti

Il paesaggio è un sistema complesso che, in quanto tale, esige che siano considerati non solo, e non tanto, i diversi elementi paesistici ma anche i loro contesti e la trama di relazioni ad essi sottesa (relazioni di tipo diverso: ecologico-naturalistico, storico-culturale, estetico-percettivo, ecc.).

In tal senso la conoscenza del paesaggio non è fine a se stessa, ma è indispensabile per mettere in luce limiti e potenzialità del territorio, per evidenziare le specifiche esigenze di tutela e per determinare il livello di compatibilità delle trasformazioni proposte negli strumenti urbanistici. La conoscenza del paesaggio è dunque condizione preliminare e imprescindibile per affrontare le problematiche della sua tutela e valorizzazione.

Per questo il PTCP previgente (approvazione 2003) nella definizione del sistema paesistico-ambientale a scala territoriale si era posto quale primo obiettivo la lettura del paesaggio, evidenziando in particolare le strutture paesistiche caratterizzanti il territorio (caratteri geomorfologici, modalità di distribuzione, forma e dimensione dei diversi elementi paesistici, ecc.).

Ai fini della costruzione della valenza paesistica, il PTCP previgente aveva coordinato una serie di analisi e di studi di approfondimento su alcune tematiche specifiche riguardanti il territorio e il paesaggio: alberi monumentali, paesaggio agrario, architetture vegetali, luoghi della memoria storica, beni culturali e paesaggistici, centri storici, frange urbane.

Tali studi, oltre a costituire importanti basi conoscitive per la redazione del Piano, sono stati oggetto di pubblicazione nella collana I Quaderni del Piano.

Nelle sezioni di approfondimento si ritiene opportuno ricordare questo patrimonio, acquisito e sviluppato dalla Provincia di Milano, per il suo rilevante valore di ricerca e di approfondimento disciplinare, ancor oggi alla base, pur negli opportuni aggiornamenti, del sistema paesistico del PTCP vigente.

 

Sezioni di studi

 

Manufatti ad elevato contenuto tecnologico, come gli impianti per le telecomunicazioni, sono quasi sempre progettati considerando esclusivamente gli aspetti tecnici ed economici, senza tenere conto dell’inserimento nel contesto paesaggistico. Il testo Paesaggio e impianti per le telecomunicazioni. Suggerimenti per la progettazione e la valutazione paesaggistica (a cura di Lionella Scazzosi e Raffaella Laviscio con il coordinamento del MiBACT), redatto in forma di Linee guida, si occupa delle trasformazioni che gli impianti per le telecomunicazioni inducono nel paesaggio proponendo un approccio in cui l’infrastruttura tecnologica, attraverso un percorso di sensibilizzazione, conoscenza e lettura del paesaggio, da elemento semplicemente giustapposto alla trama territoriale, può entrare in relazione con la struttura paesistica dei luoghi e diventare occasione di un nuovo progetto di paesaggio.

La necessità di connettere le politiche agricole con le politiche territoriali evidenzia non solo il ruolo nuovo che l'operatore agricolo può rivestire per il conseguimento degli obiettivi di tutela e valorizzazione paesistico-ambientale, ma anche l'opportunità di operare sul paesaggio mediante interventi attivi di riqualificazione e tutela.

All'interno di questo quadro, l'individuazione della trama storica del paesaggio agrario, nella sua dinamica evolutiva e nell'uso del territorio extraurbano agricolo quale risultante paesistica delle attività produttive agricole, si configura come riconoscimento del valore di risorsa da attribuire al sistema delle testimonianze che perdurano sul territorio (lo studio del paesaggio agrario, misura di conoscenza del PTCP, costituisce in tal senso un utile contributo).

Il recupero e la valorizzazione della memoria è così affermazione di un'identità culturale che esprime, in stretta relazione con le tematiche naturalistiche ed ecologiche, il valore complessivo del territorio.

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La conoscenza dei luoghi della memoria storica, del culto, citati in opere letterarie, riportati in opere pittoriche o in rappresentazioni fotografiche , è essenziale per mettere a fuoco l’identità culturale del territorio e per sostenziarne la valenza paesistica. Tali luoghi, per il valore storico-testimoniale e per il senso di appartenenza e di identità che sono in grado di esprimere, vanno pertanto tutelati nella loro integrità paesaggistica.

L'articolazione tematica, proposta per l'individuazione delle memorie storiche nel PTCP, deriva da una lettura approfondita e complessa del territorio locale, che attinge nei campi di diverse discipline storiche, riguardanti la geografia e la storia locale, la religione, l'economia, la politica, le scienze sociali.
 
Il complesso delle informazioni raccolte è stata organizzata in una banca dati geografica, intesa come insieme di diversi strati tematici, tabelle e ipertesto relazionati tra loro, consultabile on-line tramite accesso al websit.

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Si definiscono ambiti di frangia urbana le aree di transizione tra città e campagna in cui si assiste all’erosione della campagna a favore dell’edificazione urbana di frangia. Tali ambiti sono caratterizzati da una frammistione funzionale e tipologica e da un’organizzazione territoriale casuale che determina la perdita e il degrado dei valori identitari del paesaggio . Essi costituiscono una risorsa strategica per la riqualificazione del paesaggio urbano e per uno sviluppo durevole della stessa città.  La precarietà e la perdita dell’attività agricola in tali ambiti si ripercuote non solo sul settore agricolo in quanto tale, ma anche sulla salvaguardia delle risorse naturali, sulla protezione della qualità della vita degli abitanti delle città e sulla gestione equilibrata del territorio.  Gli ambiti di frangia urbana possono essere identificati orientativamente per il contesto costruito dei contorni (trama delle infrastrutture che determinano un elevato grado di frammentazione e limite dell’edificato), per la prossimità al centro della conurbazione e per la presenza di spazi rurali contermini fortemente frammentati ed erosi dalla crescita dell’urbanizzato.

Nel tessuto di frangia, seppure disarticolato, contraddittorio e spesso banalizzato, si possono rintracciare in misura variabile testimonianze e sistemi di segni, anche rilevanti sotto il profilo ambientale e culturale, di una precedente strutturazione del territorio. Tali elementi, se opportunamente valorizzati, possono costituire i potenziali valori cardine per la costruzione di un nuovo rapporto con la città esistente e con gli spazi aperti che attribuisca identità ai luoghi e persegua il raggiungimento di un più elevato grado di qualità urbana complessiva.

In questo senso compito della tutela paesistica è appunto il recupero di una configurazione riconoscibile dei luoghi attraverso l’individuazione delle permanenze come elementi irrinunciabili nel rapporto tra nuovo ed esistente.

Alcune tipologie di intervento in ambito di frangia urbana sono reperibili all’interno del Repertorio B – Repertorio degli interventi di riqualificazione ambientale, allegato al PTCP.

Quaderno del Piano n. 19

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Le strutture insediative storiche incidono, o hanno inciso, in maniera determinante sull’assetto del territorio e sulle sue trasformazioni. Esse inoltre, per il valore storico-culturale che assumono in riferimento all’evoluzione del rapporto fra naturalità e antropizzazione, costituiscono componenti fondamentali della memoria storica del territorio.

L’individuazione dei centri e Nuclei storici è stata operata dal PTCP a partire dalla cartografia prima levata 1888 (così come indicato nel Piano Territoriale Paesistico Regionale).

Tale individuazione costituisce utile base di riferimento per la definizione da parte dei Comuni del tessuto urbano consolidato entro cui, quale parte integrante, saranno da considerare anche le aree di pertinenza funzionale o visiva di edifici e nuclei isolati, le aree inedificate, il verde  e le fasce di rispetto o di protezione visiva, gli edifici di costruzione o ricostruzione recente interclusi o accorpati a un agglomerato storico.

La perimetrazione dei centri storici riferita alla cartografia IGM 1888 è disponibile on-line sul websit. 

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La Provincia, attraverso un lavoro di analisi e di catalogazione condotto nel corso di diversi anni, ha elaborato un Censimento dei Beni per tutelare e valorizzare il patrimonio architettonico e ambientale del territorio provinciale. 

In occasione della costruzione della valenza paesistica del Piano Territoriale di Coordinamento sono state svolte operazioni di verifica e aggiornamento del Censimento dei Beni che hanno consentito di individuare testimonianze significative della storia e della cultura che costituiscono sia emergenze puntuali, quali: edifici religiosi, civili, militari, rurali, ville, parchi e giardini storici, edifici di archeologia industriale, luoghi e scenari della memoria storica, sia emergenze paesistiche complesse, caratterizzate dalla presenza di più elementi strettamente interconnessi e caratterizzanti un più vasto contesto territoriale.

È stata quindi messa a punto una banca dati degli elementi storici, paesistici e ambientali destinata a diventare una misura di conoscenza del Piano, al fine di diffondere la consapevolezza dei valori paesistici e favorire la valorizzazione del paesaggio.  

Il sistema dei beni culturali e paesaggistici sottoposti a tutela ai sensi del D. Lgs. 42/2004 “Codice dei beni culturali e del paesaggio” è contenuto nel Repertorio dei vincoli storici, paesistici e ambientali (Repertorio A allegato al PTCP, in cui ad ogni bene, ad eccezione dei beni ricadenti nel comune di Milano, sono associati gli estremi dell’atto di vincolo) contenente:

  • beni di interesse artistico e storico ex D. Lgs. 42/2004, art. 10;
  • beni paesaggistici e ambientale ex D. Lgs. 42/2004, art. 136;
  • elenco dei corsi d’acqua pubblici vincolati ex D. Lgs. 42/2004, art. 142, lett. c;
  • Parchi Regionali ex D. Lgs. 42/2004, art. 142, lett. f;
  • Riserve naturali ex D. Lgs. 42/2004, art. 142, lett. f;
  • usi civici ex D. Lgs. 42/2004, art. 142, lett. h.

I beni di interesse artistico e storico e i beni paesaggistici e ambientali assoggettati a tutela, georeferenziati cartograficamente, sono consultabili on-line sul websitwebsit

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Con "architettura vegetale" si indicano tutte quelle architetture costruite con materiale vegetale (alberi, arbusti, erbe, fiori, ecc.) ma anche minerale (pietra, mattone, terra, acqua, ecc.), alla cui base vi sia un progetto architettonico unitario e riconoscibile, anche se elaborato nel corso del tempo e da più operatori e progettisti. Le architetture vegetali sono generalmente caratterizzate da una notevole complessità derivante dai rapporti esistenti con gli elementi architettonici a cui in genere si associano (edifici, viali di accesso, elementi di arredo, ecc.) e il contesto più generale in cui sono inserite.

L'obiettivo della tutela non si può esaurire nella sola salvaguardia dei singoli elementi ma, all’interno del più generale strumento a valenza paesistica, deve considerare anche la definizione e la riqualificazione di “sistemi del verde” (leggibili e fruibili alle diverse scale) nei quali tali elementi risultino valorizzati.

Quaderno n°22 - Le architetture vegetali nel milanese

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Se il significato simbolico del grande albero è generalmente condiviso perché presente nell'immaginario collettivo,  il riconoscimento di "monumentalità" è riconducibile a diverse categorie che caratterizzano in modo diverso l'elemento o complesso arboreo: le dimensioni, l'età, la rarità botanica, il portamento e la forma, la capacità di connotare un luogo, il legame con la storia, l'arte, la cultura.

La Provincia di Milano (ora Città Metropolitana di Milano) ha elaborato una "Proposta di Piano per la tutela e la valorizzazione degli alberi d'interesse monumentale" che ha effettuato anche valutazioni relative al contesto di riferimento dell'elemento vegetale, ossia alla sua visibilità (ad esempio considerando l'effetto massa di un gruppo o un filare, la collocazione lungo vie di comunicazione e di accesso, ecc.), l'appartenenza a un giardino storico, l'esistenza di relazioni significative con edifici ed elementi architettonici, l'essere testimonianza di forme colturali antiche (costituendo quindi elementi strutturanti del paesaggio agrario), l'esistenza di legami con fatti storici, tradizioni, leggende.

Tutti questi elementi rendono conto del dinamico rapporto tra antropizzazione e naturalità e connotano l'albero monumentale come luogo di "stratificazioni" di storia, di memoria, d'immagini, che contribuiscono alla costruzione dell'identità culturale, anche locale, delle comunità.

Considerata, pertanto, l’importanza di questi esemplari per il territorio, la Città Metropolitana di Milano rende fruibile il proprio database che consente d'individuare gli alberi monumentali fin qui riconosciuti.

alberi_monumentali

Consulta la mappa degli alberi monumentali

 

 

 

*La Città Metropolitana di Milano, ai sensi della legge n.10/2013 recante "Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani". (pubblicata sulla GU n.27 del 1-2-2013), non ha più competenze in materia di riconoscimento degli Alberi Monumentali.

Ai sensi della citata legge la competenza è passata al Corpo forestale dello Stato che ha il compito di curare l'elenco degli alberi monumentali d'Italia. Tale elenco è costituito dagli elenchi regionali alimentati dai rilievi e raccolta dei dati operata dai singoli Comuni.

Ai sensi del vigente Codice in materia di tutela di beni paesaggistici (Dlgs 42/2004 e successive modifiche) sugli alberi monumentali può essere apposto il "vincolo paesaggistico" che ne impedisce l'alterazione o l'abbattimento (art. 136). L'avvio del procedimento ed il relativo iter è regolato dall'art. 138 del citato Dlgs.

Pagina aggiornata il 25/03/2026

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