La Via del Marmo
La Via del Marmo: dalle cave di Candoglia al Duomo di Milano
La Via del Marmo è un cammino che ripercorre l’antico tracciato dei blocchi di marmo dalle cave di Candoglia (Verbano Cusio Ossola) al cantiere del Duomo di Milano.
Un percorso lungo circa 100 chilometri, strutturato lungo le Vie d’Acqua e dalla storia antica: i primi blocchi di marmo destinati al cantiere del Duomo vennero infatti estratti dalla Cava di Candoglia oltre 630 anni fa, nel 1387, un anno dopo la posa della prima pietra da parte dell’allora Arcivescovo Antonio da Saluzzo e del Duca Gian Galeazzo Visconti. Da allora e fino ai giorni nostri, la Cava ha sempre fornito il suggestivo marmo in maniera esclusiva al Duomo di Milano.
Le Vie d’Acqua: cenni storici
Il modo più semplice e veloce per far giungere il materiale a Milano dalle cave - situate nel comune di Mergozzo, in Val Grande - era utilizzare le Vie d’Acqua: il Verbano, il Ticino, il Toce e i Navigli sono infatti stati fondamentali per il trasporto di marmo e graniti nel modo più efficiente. Non a caso, questa fu per diversi secoli anche la via delle merci che dal Lago Maggiore e dalle Valli del Verbano dovevano giungere a Milano. Una storia antica, ma anche recente: l’ultimo barcone carico di merci attraccò in Darsena nel 1979… non molti anni fa!
Fu proprio la comodità dell’idrovia a determinare la scelta del marmo di Candoglia per il Duomo di Milano. All’epoca della sua costruzione era infatti già attivo da un paio di secoli il collegamento del Ticino con la città attraverso il primo canale navigabile d’Europa: il Naviglio Grande. L’avvio della sua costruzione a partire da Tornavento data attorno al 1177, l’anno successivo arrivò a Gaggiano e a Trezzano, per poi sfociare a Milano, nel Laghetto di Sant’Eustorgio nel 1211. Tra il 1257 e il 1272 furono realizzati i lavori di ampliamento che lo resero navigabile. Grazie a due ingegneri della Fabbrica del Duomo, Aristotele Fioravanti da Bologna e Filippino degli Organi da Modena, fu messo a punto un sistema di ascensore idraulico, la conca, per far superare i dislivelli alle barche e collegare così il Naviglio con le cerchie di fossati interni alla città: dal 1439 le imbarcazioni arriveranno fino al Laghetto di Santo Stefano, un bacino scavato appositamente a soli trecento metri dal Duomo. Attualmente, questo percorso compie un dislivello di 34 metri. [Fonte: Mu.Ma.G.]
Recuperare oggi la memoria di quel tracciato significa ripercorrere non solo le vie navigabili storiche - Ticino e Navigli - ma riscoprire i borghi, i mestieri, le storie, le tradizioni, la spiritualità, i gioielli architettonici che costellano l’itinerario.
Ai giorni nostri, questo percorso offre una nuova, affascinante esperienza di cammino a piedi, in bici, a cavallo oppure sfruttando le vie navigabili, per ora più facilmente in canoa, grazie agli interventi di valorizzazione territoriale e promozione turistica.
Gli obiettivi del progetto
Avviato nel 2024 e cofinanziato da Regione Lombardia (DG Cultura), il progetto della Via del Marmo nasce in collaborazione con il Consorzio di Bonifica Est Ticino Villoresi, con il sostegno della Veneranda Fabbrica del Duomo e dell’Arcidiocesi di Milano - Servizio Pastorale Turismo.
Tra i suoi obiettivi:
- Potenziare la conoscenza e la fruizione di luoghi della cultura e della religiosità
- Valorizzare il patrimonio ambientale lungo il percorso
- Recuperare e raccontare storie e tradizioni legate a questi territori
- Promuovere la mobilità sostenibile
- Stimolare la creazione di un nuovo indotto economico basato sul turismo
- Creare una vera e propria rete tra enti per la promozione territoriale
Data creazione: Fri Feb 20 11:12:32 CET 2026





