Normativa

Cosa si intende per formato aperto e dati di tipo aperto

Il Codice per l’Amministrazione Digitale (Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82) definisce:

A) formato aperto: un formato di dati reso pubblico, documentato esaustivamente e neutro rispetto agli strumenti tecnologici necessari per la fruizione dei dati stessi

B) dati di tipo aperto: i dati che presentano le seguenti caratteristiche:

  • sono disponibili secondo i termini di una licenza o di una previsione normativa che ne permetta l’utilizzo da parte di chiunque, anche per finalità commerciali, in formato disaggregato;
  • sono accessibili attraverso le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, ivi comprese le reti telematiche pubbliche e private, in formati aperti ai sensi della lettera A), sono adatti all’utilizzo automatico da parte di programmi per elaboratori e sono provvisti dei relativi metadati;
  • sono resi disponibili gratuitamente attraverso le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, ivi comprese le reti telematiche pubbliche e private, oppure sono resi disponibili ai costi marginali sostenuti per la loro riproduzione e divulgazione salvo quanto previsto dall’articolo 7 del decreto legislativo 24 gennaio 2006, n. 36.

 

Regione Lombardia a seguito dell'approvazione della Delibera di Giunta Regionale 2904 del 11/01/2012 Criteri generali per l'open data, ha dato avvio alla pubblicazione di Open Data delle Direzioni regionali e degli enti del Sistema Regionale sul portale dati.lombardia.it.

Ha definito inoltre le Linee guida per supportare gli enti locali nella pubblicazione e diffusione dei dati di loro proprietà prevedendo la possibilità di adesione alla piattaforma regionale con l'obiettivo di realizzare un sistema federato degli degli Open data del territorio. La Città Metropolitana di Milano ha aderito alle Linee guida e alla piattaforma regionale.

Come risultato di un percorso condiviso con gli enti locali, al quale Città Metropolitana di Milano ha partecipato, a luglio 2018 sono state rilasciate le Linee Guida Open Data di Regione Lombardia al fine di:

  • migliorare il livello di qualità dei dataset;
  • favorire la completezza delle informazioni;
  • permettere il confronto tra i dati di enti diversi;
  • facilitare la fruibilità dei dati.

In sede europea nel 2003 è stata adottata una specifica Direttiva per il riutilizzo dell'informazione prodotta dal settore pubblico, quale importante materia prima per prodotti e servizi imperniati sui contenuti digitali.

La Direttiva attribuisce agli Stati membri e agli enti pubblici la facoltà di autorizzare o meno il riutilizzo dei documenti a condizioni stabilite in licenze standard e afferma che i dati devono essere resi disponibili a condizioni eque, adeguate e non discriminatorie.
Open data nel Piano triennale informatica

Nel 2013 è stata adottata una direttiva che stabilisce che gli Stati membri provvedono affinché i documenti a cui si applica la direttiva siano riutilizzabili a fini commerciali o non commerciali. 

Le norme comunitarie sono state recepite nell'ordinamento italiano con il Decreto Legislativo n. 36/2006 e con il Decreto Legislativo 102/2015.

In particolare, a partire dal 2006 si è attribuita alle pubbliche amministrazioni e agli organismi di diritto pubblico la facoltà di consentire il riutilizzo dei documenti (intesi come atti, fatti e dati) prodotti nell'ambito dei fini istituzionali.

Inoltre il Codice per l'Amministrazione digitale stabilisce che i dati e i documenti che le amministrazioni titolari pubblicano, con qualsiasi modalità, senza l'espressa adozione di una licenza si intendono rilasciati come dati di tipo aperto.

Con il riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione delle informazioni, il Decreto legislativo n. 33 del 2013 stabilisce che i documenti, le informazioni e i dati oggetto di pubblicazione obbligatoria nei siti "Amministrazione trasparente" siano pubblicati in formato di tipo aperto senza altre restrizioni se non l'obbligo di citare la fonte e di rispettarne l'integrità.

In proposito sono state emanate Linee Guida da parte del Garante della privacy in materia di pubblicazione e riuso dei dati aperti da parte delle amministrazioni. 

A seguito del Decreto legislativo di revisione e semplificazione della pubblicità e trasparenza le pubbliche amministrazioni sono tenute a riconoscere un diritto di accesso ai dati e ai documenti pubblici equivalente a quello che nei sistemi anglosassoni è definito dal "Freedom of Information act": con il cosiddetto "accesso civico" chiunque può accedere ai dati e ai documenti senza doverne indicare le motivazioni. 

Spetta all'ANAC, l'Autorità nazionale anticorruzione, identificare i dati, le informazioni e i documenti oggetto di pubblicazione obbligatoria da parte delle pubbliche amministrazioni e quelli per i quali la pubblicazione è sostituita con quella di informazioni riassuntive.

L'Agenzia per l'Italia Digitale ha definito l'Agenda per la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico e, con le Linee guida 2014 ha proposto, a supporto delle pubbliche amministrazioni, un modello per i dati pubblici, i metadati e uno schema operativo per la produzione dei dati. 
Con il documento Linee guida 2016, sottoposto a consultazione pubblica, si pone una particolare attenzione al tema dei metadati e all'applicazione di modelli comuni per i dati delle pubbliche amministrazioni. 
 
Rendere i dati aperti è una delle strategie proposte all'interno delle Linee guida per il design dei servizi digitali predisposte dal Team per la Trasformazione Digitale nell'ambito del piano di azione dell'Unione Europea per l'e-government.
vedi anche il Manuale operativo di design,  per progettare siti internet e servizi digitali della Pubblica Amministrazione.

Il Piano triennale per l'informatica nella Pubblica Amministrazione afferma che "Il dato deve essere inteso come bene comune, condiviso gratuitamente tra Pubbliche amministrazioni per scopi istituzionali e, salvo casi documentati e propriamente motivati, utilizzabile dalla società civile". Un apposito capitolo è dedicato agli Open Data. Fra gli obietivi strategici quello di aprire le basi dati secondo un preciso piano di rilascio, rendendo disponibili prioritariamente i dati che possono ottenere un forte impatto sulla socità civile e sulle imprese. Il processo di apertura deve essere monitorato costantemente con riguardo anche alla qualità dei dati rilasciati e alla presenza delle cosiddette "API", le interfacce messe a disposizione degli sviluppatori per la realizzazione di applicazioni software che riusino i dati.

L'Open Government Partnership è un progetto internazionale finalizzato ad un aumento della trasparenza, innovazione e partecipazione al quale hanno aderito volontariamente 69 paesi con propri piani di azione. Per ogni partecipante sono pubblicati rapporti di valutazione indipendenti.

Il Governo italiano è presente dal 2011 e intende presentare il proprio terzo piano di azione al termine di una consultazione.

Nel 2015, in concomitanza con l'Assemblea generale ONU è stata lanciata la International Open Data Charter, che si propone per l'adozione da parte dei governi – con i piani di azione dell'Open Government Partnership o attraverso altre specifiche azioni - e il supporto di un sempre più ampio numero di stakeholders e la partecipazione dei cittadini. Fra gli obiettivi quello di supportre la nuova Agenda ONU per lo sviluppo sostenibile.

L'iniziativa sviluppa la Carta dei dati aperti del G8 che definisce i principi e azioni che i governi di si impegnano ad attuare per aumentare la qualità, quantità e le possibilità di riuso del patrimonio informativo pubblico.

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