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Storia dell'Ente

simbolo di MirasoleNata nel 1860, nel 2015 la Provincia di Milano è diventata Città metropolitana. In oltre centocinquant'anni di storia, l'Ente ha vissuto tutte le età del nostro Paese e ne ha condiviso gli eventi più significativi.

Istituito nel 1859 con la Legge Rattazzi, che estese l'ordinamento degli enti locali del Regno di Sardegna ai territori annessi alla fine della Seconda Guerra di Indipendenza, il nuovo Ente (2.992 km2 e 498 Comuni) venne concepito come un organismo politico autonomo nel campo dei lavori pubblici (in particolare strade provinciali ed edifici pubblici dismessi), dell’istruzione secondaria e tecnica e dell’assistenza ai malati di mente. Dopo l’Unità d’Italia, acquisì competenza anche sui pedaggi delle strade provinciali e sui regolamenti di caccia e pesca.
Fu dotato di un Consiglio con funzione deliberante e di un organo esecutivo-amministrativo, la cosiddetta Deputazione provinciale, il cui primo Presidente fu Massimo D'Azeglio.

Le prime elezioni amministrative, aperte ai cittadini maschi maggiori di 21 anni e con determinati requisiti di censo, studio e professionali, si svolsero il 15 gennaio 1860. I candidati vennero resi noti solo due giorni prima e il sistema di voto prevedeva di indicare in ordine alfabetico sessanta candidati per il Comune e due candidati per la Provincia. Votarono in 394 su 1438 aventi diritto e vinse a larga maggioranza la "lista di fusione" cavouriana, che riuniva: Associazione elettorale; Circolo degli Artisti; Circolo del Corpo insegnante; Circolo popolare di Brera; Circolo della Società nazionale; Circolo della Società unitaria; Società del Giardino; Società di mutua educazione civica e militare; Società patriottica d’incoraggiamento di Scienze, Lettere ed Arti.
Il Consiglio provinciale si riunì il 5 marzo 1860.

Attraversati gli anni delle due Guerre Mondiali e le riforme del Regime Fascista, nei primi Anni Cinquanta una rinnovata Provincia si spese per il progresso del territorio in termini di istruzione, di rinnovo della società, di recupero e conservazioni dei beni culturali, di sviluppo economico e industriale.

La legge n. 142 dell'8 giugno 1990 ridisegnò i compiti delle Province, assegnandogli anche la difesa del suolo, la tutela e la valorizzazione dell'ambiente, delle risorse idriche ed energetiche, dei beni culturali, la prevenzione delle calamità, la viabilità e i trasporti, la protezione della flora e della fauna, i parchi e le riserve naturali, la caccia e la pesca nelle acque interne, lo smaltimento dei rifiuti, i servizi sanitari, l’igiene e la profilassi pubblica, la formazione professionale.

Dal 1993 al 2009, il Presidente della Provincia, così come i consiglieri, sono stati eletti a suffragio universale. Il Presidente del Consiglio provinciale veniva eletto dal Consiglio stesso nella prima seduta. Il Presidente nominava gli assessori componenti la Giunta, organo esecutivo che lo affiancava nelle decisioni di rispettiva competenza.

Dal 2015, come effetto della Legge 7 aprile 2014 n. 56, in vigore dall'8 aprile 2014, e dalla Legge Regionale 92/2015, modificata in Legge 32/2015, pubblicata sul Bollettino Ufficiale regionale il 16 ottobre 2015, la Città metropolitana è subentrata alla Provincia, e ne ha ereditato alcune funzioni e la situazione patrimoniale. Il Consiglio metropolitano è eletto dall'assemblea dei sindaci e dei consiglieri comunali dei comuni del territorio provinciale, Il Sindaco metropolitano coincide con il sindaco del Comune capoluogo e nomina i Consiglieri delegati.



 
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